Palazzetto Ardi
 
PALAZZETTO ARDI
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IL MERCATO DI CAMPAGNA AMICA
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LA BUONA TAVOLA DI MAGGIO E DI GIUGNO
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LA STAMPA DICE DI NOI

“Salute e bessi, per godersela” così brinda Carlo all’inizio della nostra cena. Così si dovrebbe brindare a ogni inizio anno. L’Agriturismo è in aperta campagna a due passi dall’uscita di Montebello della A4 Milano Venezia. Stasera pioviggina, la strada stretta dell’ultimo chilometro, dopo la deviazione dalla statale, è circondata da due fossati in cui si vede più che un filo d’acqua che la pioggia delle ultime ore ha rinvigorito. I dieci gradi dell’aria tengono lontana la nebbia e si arriva bene sull’aia della casa.
Carlo e Michela, un’esplosione di resistenza umana

Come si scende dall’auto ti invade una marea di profumi nuovi che poi selezioni accuratamente e ci trovi il finocchio selvatico, il profumo delle verdure fresche appena raccolte, delle mele raccolte in due ceste ai lati del cortile, quello del brodo di cappone che sta bollendo in cucina, quello delle pagnotte con le noci o con l’uvetta e la cipolla rossa che arriva dal forno. È così che ti innamori di questo posto, di Carlo che ti viene a dare il benvenuto con la sua cortesia e familiarità, di Michela che dalla cucina tira fuori delizie e sapori nuovi, che sperimenta abbinamenti di dolci, di pietanze per ridare nuova linfa alle ricette della tradizione veneta di queste terre.

E poi entri e ti trovi come per incanto in un’atmosfera ottocentesca, in un salone con soffitti oltre i sette metri, con travi di legno massiccio, originali, con il cotto in terra, con un camino di quelli che tirano in maniera esagerata, con una specchiera con cornice dorata tre per due, che riflette durante la cena il lampadario antico a gocce, al centro della sala. Sotto al lampadario una lunga tavolata, tovaglie bianchissime, bicchieri “giusti” per vino e acqua, e ti sembra di sognare.

Mentre attendiamo l’arrivo degli ultimi ospiti brindiamo con uno spumante Gambellara Classico di 12 gradi dell’Azienda Agricola Natalina Grandi.
Al centro della tavolata ci racconta di vino e di storia Giuseppe Zonin, proprio lui. È una persona di grande cultura ed esperienza ma semplice nei modi e di estrema educazione. Si parla di vini, di Lambrusco in America, dei primi successi e dell’improvvisa debacle quando gli americani lo hanno sostituito con una bevanda dolciastra fatta da loro, di Sangiovese, da solo, ma meglio se con altri vitigni, che lo migliorano e lo completano, smussandone le caratteristiche di ruvidità. Ma si parla anche di bellezza Maremma e di territorio incontaminato e ancora quasi selvaggio. Di vino biologico e di frutta non trattata, quella col puntino nero da qualche parte che nasconde il "Giovannino" che sta all’interno, frutta che all’inizio è più gustosa ma col passare degli anni si corrompe e allora non sa più di nulla e bisogna estirpare la pianta e rinnovarla, nel ciclo naturale della vita.

Gli aneddoti si sprecano, sulle lotte per segnare i confini, come le due donnine magre magre che di notte riuscivano non si sa come a spostare di pochi centimetri enormi macigni segna confine per rimetterli al loro posto, sull’importanza di non calpestare i prati perché le mucche avessero abbastanza erba nei mesi freddi, quando la campagna è spoglia e bianca di neve e bisogna avere accumulato erba a sufficienza. Racconta che un contadino una volta riuscì a prendere un ragazzino che gli aveva rovinato il prato e a tenerlo “in custodia” per qualche ora con al collo la catena del cane, proprio come nella favola di Pinocchio. E ancora sulla cicciotella, il salame che si mangiava in tempo di guerra, arricchito con le rape rosse perché non c’era carne a sufficienza e loro si mimetizzavano bene con la polpa rossa dell’insaccato.

Intanto arriva il primo piatto previsto per questa cena per gli ospiti della Strada del Recioto e dei vini Gambellara DOC: Michela ha preparato degli involtini di verze e tastasale con risi e costine di maiale in brodo di cappone. Il piatto è splendido per sapori, per novità e per delicatezza, arricchito da un filo di olio extravergine di Lorenzo Zonin, il figlio di Giuseppe, che lo produce con passione dalle cultivar Grignana e Favarola, più qualche presenza di Leccino. Il colore è di un bel verde smeraldo con note dorate e al naso esplode in un fruttato pieno con sentori di mela, cardo e carciofo. In bocca ha un fondo dolce con lievissimo amaro e buon piccante di peperoncino. Al retrogusto rimane un piacevole sentore di mandorla verde.

Il tastasale è la pasta di salame, si chiama così perché si metteva in bocca durante la preparazione degli insaccati con la scusa di assaggiare (tastare, latino volgare da taxare, stimare, valutare) se “andava bene di sale”. Intanto che porta i piatti in tavola, Carlo racconta come sono fatti e descrive brevemente l’azienda, che produce frutta e vino, che è anche fattoria didattica per le scuole e si è inventato il “Vieni a prenderti la tua frutta e la tua verdura”, come iniziativa di richiamo per i bambini e poi per i genitori che li accompagnano. Quello che non producono lo prendono dalle fattorie vicine, rispettando la politica del chilometro zero.

Loro non hanno bovini per cui il formaggio e la carne di manzo e vitello la comprano al “Compastuo”, che raccoglie piccoli allevatori e agricoltori della Lessinia. Sono invece autonomi per la carne di maiale e tutti gli insaccati che stanno a stagionare nella “sacrestia”, come chiama lui la stanza dedicata all’affinamento delle coppe e dei salami. Sono autonomi anche per gli animali da cortile, tranne i conigli, che hanno sperimentato, ma si sono ritrovati con un tasso di malattia troppo elevato. Completano il loro business con la ristorazione e l’alloggio, per i quali utilizzano pienamente e in sinergia le strutture del territorio, con gite organizzate alle Terme, al Lago, alle montagne, ai Musei del vino e non solo, ai campi da golf, ai viaggi con vecchie spider Giulietta del 1961 dall’aeroporto di Venezia fin qui per i turisti americani.

Il piatto che segue è la salsiccia con la tavolozza di verdure di stagione, tutte verdure appena raccolte nell’orto da Michela e cucinate al momento, dal sedano rapa alle bietoline di campo. Mentre si fanno apprezzamenti entusiasti per la crema di sedano rapa, Giuseppe Zonin ci racconta degli studi approfonditi che gli australiani hanno fatto sui diversi sistemi di tappatura dei vini. Sembra che i migliori siano quelli a vite modificati con una capsula lunga in modo da proteggere meglio il vino e assomigliare di più a quelli di sughero. Il sughero è ancora il sistema ottimale però lo sugheraie di qualità sono sempre più rare e si stanno esaurendo perciò occorrerà limitarne l’uso ai vini pregiati da lungo invecchiamento. I tappi a base di siliconi non sono indicati perché col tempo sembra che cedano al vino le sostanze che li compongono, alterandone le caratteristiche organolettiche.

Ed ecco che arriva in tavola, portata da Michela in persona dalla cucina, la rosa di pane e noci al rosmarino con formaggio Cimbro (di latte vaccino e lievito di abomaso caprino) e composta di nespole (quelle italiane, che maturano col tempo e con la paglia, di colore marroncino scuro e leggermente acidule), ancora caldo e fragrante, appena uscito dal forno. Che profumi, ragazzi!
Il pane è fatto da lei partendo dalla farina e dal lievito madre che si trascina da una produzione alla successiva. L’impasto è lasciato lievitare per 14 ore e poi si cuoce e mantiene una struttura compatta ma estremamente soffice per la miriade di cavità che si sono formate nella pasta.

Dopo la rosa di pane e noci un altro profumo inebriante, di quelli che ti fanno scivolare sotto la tavola, la torta di pane alla cipolla rossa e uva garganega passita, con composta di durona (proprio la ciliegia) del Chiampo e formaggio Monte di Malga presidio. Una squisitezza calda e inebriante di sentori delicatissimi.
Per finire due vassoi di biscotti della credenza, tutti fatti da Michela che nei dolci supera sé stessa in bravura e inventiva, di una decina di varietà, di sapori e di colori diversi.

Stasera ci fermiamo qui per la notte, nella suite al primo piano. Saliamo la scala di cotto che porta al piano di sopra dove ci sono gli appartamenti con le cucine, le salette, i servizi, le camere da letto, quelle loro e quelle degli ospiti. Gli arredamenti sono sempre ben curati, con pezzi antichi insieme a qualche suppellettile moderna (Michela era insegnante di storia dell’arte) e ci si sente in un ambiente proprio familiare.


Domenica 13 Gennaio 2008.

La colazione a Palazzetto Ardi (http://www.palazzettoardi.com/templates/index.php?id=62)

Il letto soffice, il silenzio della campagna, gli scuri alle finestre e il giusto tepore mantenuto dai muri spessi della casa ci hanno fatto fare tutto un sonno fino alle otto di mattina. Aprendo le finestre la vista spazia lontano dal vigneto spoglio di foglie fino alle case lontane e ai monti sullo sfondo. Il canto del gallo e il verso delle galline sovrastano il rumore attutito dell’autostrada in lontananza. Una coltre di nubi paciose copre la pianura e l’aria è pulita e fresca, quasi frizzante.
La colazione è nel salone della cena. Tovaglie bianche, quattro tipi di marmellate e composte, pane fresco già affettato, burro appena fatto, frutta fresca di stagione, caffé, latte o tè. Per me, che prediligo il salato anche a colazione, due fettine di formaggio Cimbro da aggiungere ai dolci in tavola.

Intanto che si pizzica qua e là tra i piattini, Carlo mi racconta altre cose sul suo agriturismo. Di recente il collega Kyle Phillips gli ha pubblicato due recensioni sul New York Times sui suoi asparagi e sui suoi maiali, che si possono vedere sul suo sito internet, insieme alle bellissime fotografie della trafila di tracciabilità, dalla lavorazione della carne o dalla raccolta nel campo, fino all’arrivo in cucina e alla preparazione finale dei piatti. Lui è molto fiero di essere un punto di riferimento per la visita delle scuole elementari e alberghiere. È anche molto fiero delle due spider Giulietta anni ’60 (non le ho viste ma penso che siano di colore rosso, proprio come le Ferrari e devono avere indubbiamente un fascino unico per i turisti americani che arrivano con quelle dall’aeroporto di Venezia).

L’azienda misura quattro ettari di cui un ettaro di vigneto (i ceppi hanno sette anni e quindi il vino ha ancora ampi spazi di miglioramento) e gli altri in parte coltivati a orto e frutteto, in parte lasciati per l‘allevamento all‘aperto di animali da cortile (polli, capponi, tacchinelle, faraone, anatre, oche e germani) e dei maiali da cui egli stesso ricava eccellenti insaccati, quelli appesi nella “sacrestia”.

La cucina del ristorante è curata da Michela con qualche aiuto, come quello di Marieana, una signora romena che da anni la affianca in cucina e di cui lei è molto soddisfatta. I piatti che prepara sono quelli tipici regionali a seconda delle materie prime che la stagione fornisce. E poi i capponi, l’anatra muta, gli animali da cortile, il patè di campo. Una delle sue specialità invernali sono i bigoli in salsa di “fiolaro”. Il fiolaro è un broccolo e qui vicino, a Creazzo, proprio in questi giorni, c’è la sagra dedicata a questo squisito prodotto dell’orto così ricco di vitamina C. Si chiama fiolaro perché lungo il gambo ha dei germogli, dei figli, dei “fioi”, che sono proprio quelli che lo rendono più gustoso in cottura. Per inciso il fiolaro di Creazzo che cresce sulla collina della Rivella ha ottenuto la denominazione di origine protetta per il suo particolare sapore.

Per mangiare all’Osteria del Tavolo bianco, così si chiama nella bella stagione perché si pranza all’esterno ma sotto la tettoia di fianco all’ingresso, ci vogliono dai 25 ai 50 Euro, a seconda della ricchezza del menù e della materia prima utilizzata.

TIGULLIO VINO RECENSIONE SU PALAZZETTO ARDI

A CURA DI ROBERTO GIULIANI LAVINIUM



PALAZZETTO ARDI - Azienda Agricola Agrituristica di Michela Cariolaro e Carlo Sitzia
Indirizzo...: Via Ciron, 4 - 36053 Gambellara (VC)
Tel............: +39 0444 440450
Fax...........: +39 0444 440450
URL..........: www.palazzettoardi.com
e-mail.......: posta@palazzettoardi.com

laVINIum - 06/2009

Quando Alessandro ed io siamo andati a trovare Carlo Sitzia, che mi aveva invitato a visitare la sua azienda, ero sicuro che non saremmo rimasti delusi. Il suo approccio al vino è indubbiamente fuori da qualsiasi schematizzazione industriale, nella sua azienda si fanno corsi, si insegna a potare la vigna, si racconta come si lavora biologicamente, si allevano polli, capponi, tacchinelle, faraone, anatre, oche, germani, maiali per la produzione d‘insaccati, poi c‘è l‘orto, il frutteto, si fanno il miele, le marmellate, le conserve di pomodoro, i sottaceti, l‘olio, il formaggio, il pane nell‘antico forno a legna, insomma è quella che si suol dire una vera azienda agricola, senza fronzoli e scenografie fatte per stupire, qui non ci sono stati architetti di grido, le macchine usate sono quelle normalissime che servono per lavorare bene in cantina, prodotti con tecnologie sufficienti, non estreme, perché il vero lavoro si fa in vigna, con assoluto rigore, con metodo biologico comprovato da analisi meticolose che abbiamo avuto modo di leggere noi stessi. Qui, a pochi passi da Gambellara, Carlo Sitzia e Michela Cariolaro hanno deciso che questa azienda doveva rappresentare anche una scuola, un ambiente modello dove poter comunicare i valori per una vita sana e salutare alle nuove generazioni. Chi va da Palazzetto Ardi e, magari, ci passa qualche giorno, può scoprire il piacere di una ristorazione di territorio, fatta con cibi biologici per la maggior parte prodotti in azienda, accompagnata dai vini bianchi e rossi ottenuti da uve allevate sempre biologicamente. C‘è ancora molta gente diffidente quando sente parlare di biologico o biodinamico, molti credono che i grandi vini non possano essere ottenuti da uve coltivate con questo metodo, oppure che in giro ci sono tanti che si spacciano per biologici e tali non sono. Bene, noi non abbiamo avuto il tempo di restare a cena dal produttore, ma i vini li abbiamo degustati tutti, anche vecchie annate, e siamo rimasti a dir poco stupefatti per la bontà di questi prodotti e per il prezzo davvero onestissimo. Certo, la quantità produttiva è limitata, disponendo di circa 1,5 ettari vitati, ma se questo è un problema dal punto di vista della diffusione, che certamente non può essere capillare, diventa invece un vantaggio sul piano squisitamente lavorativo, consentendo la massima cura e attenzione in ogni particolare, e i risultati si ritrovano perfettamente nel calice.

Vini degustati Annata Prezzo Voto
Entusiasmo Rosso Cabernet
2007 B @@@
Vicenza Entusiasmo Bianco Garganego
2007 B @@@
Vicenza Entusiasmo Rosso Cabernet
2007 C @@@@
Vicenza Entusiasmo Rosso Cabernet Sauvignon
2007 C @@@@


DA IL GAZZETTINO: Sabato 20 Giugno 2009, Gambellara Aspettando il... solstizio d’estate a Gambellara. Al Palazzetto Ardi di via Ciron, doppio appuntamento organizzato dal Convivium Slow Food del Vicentino di Mauro Pasquali con Michela e Carlo a fare da padroni di casa. Stasera il via con un dopo cena misterioso e magico, “Aspettando... le anguane”, con contorno di salbanei, strie e orchi: costo della serata, 15 euro per i soci, 18 per gli altri. Domani mattina, dalle 11, “Festa del solstizio d’estate” dedicata ai piccoli soci: Michela e Carlo condurranno gli Slow Kids in visita alla fattoria didattica alla scoperta dei prodotti naturali (verdure, erbe, frutta) che costituiranno poi un pranzo all’insegna della stagionalità, ovvero di ciò che l‘orto offre in questa settimana e della tradizione culinaria vicentina. Acqua, vino e bevande saranno rigorosamente naturali e accompagneranno la riscoperta di sapori e tradizioni spesso dimenticate. Nel pomeriggio, la festa continuerà con giochi, canti e musica. I bimbi già tesserati Slow Kids fino a sei anni di età parteciperanno gratuitamente, gli altri verseranno due euro, comprensivi della tessera. I piccoli soci da 6 a 13 anni pagheranno 15 euro, gli altri 17. Infine, gli adulti: quota di 28 euro per i soci, 30 per gli esterni. Al Palazzetto Ardi di Gambellara, doppio appuntamento organizzato dal Conviviuam Slow Food del Vicentino di Mauro Pasquali. DOMANI sera dopo cena misterioso e magico “Aspettando…le anguane”, con contorno di salbanei, strie, orchi: 15 euro per i soci, 18 per gli altri. DOMENICA mattina dalle 11 “Festa del solstizio d’estate” dedicata ai piccoli soci: Michela e Carlo condurranno gli Slow Kids alla fattoria didattica alla scoperta dei prodotti naturali che verranno proposti poi a pranzo. Nel pomeriggio giochi, canti e musica. I bimbi già tesserati Slow Kids fino a sei anni di età parteciperanno gratuitamente, gli altri verseranno due euro, comprensivi della tessera. I piccoli soci da 6 a 13 anni pagheranno 15 euro, gli altri 17. Infine gli adulti: quota di 28 euro per i soci, 30 per gli esterni. E per concludere, alle 17, in viale Stazione a Trissino, inaugurazione dell’Officina di Gusto Locale di Roberto e Paolo Gasparin. Andrea Lazzari

LA RICETTA FILMATA DEI GNOCCHETTI CIMBRI.

Michela's Gnocchetti Cimbri with Leeks, Pancetta, and Cauliflower

LA RICETTA DEL MINESTRONE DELLA SALUTE

http://italianfood.about.com/od/heartysoups/r/blr1855.htm

edizione del 17 novembre 2008 LA NUOVA Venezia e Mestre estratto da pagina 44 Le case, il vetro e persino il cibo l‘omaggio di Vicenza a Carlo Scarpa VICENZA. Carlo Scarpa, un mito veneto copiato, adulato e ora anche gustato ad un insolito buffet che a lui si ispira: «cupoline di polenta ai funghi con cubi di Asiago mezzano» seguite da «mattonelle di lesso con salsa al cren e salsa verde» e «tegole vicentine alle mandorle con chantilly zabaione». L’idea è venuta a Michela Cariolaro, che, dopo gli studi a Ca’ Foscari in storia dell’arte, ha avviato a Gambellara Palazzetto Ardi un agriturismo dove s’incontra la tradizione culinaria veneta sulla base di ricerche alla biblioteca La Vigna. Anche così a Vicenza si ricordano i 30 anni dalla morte di Scarpa, avvenuta il 28 novembre ’78 in seguito ad una caduta a Sendai (Giappone). L’Ordine degli Architetti di Vicenza e la biblioteca La Vigna hanno per l’occasione promosso una manifestazione, ideata da Dna, a Palazzo Brusarosco-Zaccaria, già Gallo (contrà Porta Santa Croce, 3) che ospita l’appartamento che fu restaurato e arredato da Scarpa negli anni ’60. «Carlo Scarpa architetto tra le arti» si articola in quattro eventi intessuti seguendo un percorso a più voci, dove alle testimonianze si uniscono i ricordi, le verità alle leggende sul personaggio, alla storia pubblica quella privata. Nel primo appuntamento, lo scorso 5 novembre, tra i convenuti anche l’architetto Tobia Scarpa, figlio di Carlo, docente allo IUAV. A Casa Gallo è stata inaugurata invece la mostra dell’artista veneziano Franco Vian «Uno sguardo dal pontile in ricordo di Carlo Scarpa», curata da Marica Rossi, fino al 20 novembre, orario 10-12, 15-18, www.lavigna.it, 0444543000). «L’universo di Carlo Scarpa - ha sottolineato l’architetto Pilla - è imprescindibile dalla cultura veneziana e quindi da quella del vetro. A documentarlo è la sua vicenda personale e professionale che fattivamente lo testimonia. Comincia a 20 anni e nel 1930 inizia il rapporto con Paolo Venini; da lì nasce la sua carriera di artista del vetro. Quella di Scarpa fu una ricerca finalizzata ad un bello e ad una cura dei particolari che spesso prescindeva dai costi. E’ il caso di un prototipo che realizzò alla Venini nel 1940. Un piccolo vaso alto 11 cm a canne verdi e nere all’esterno, rosse e nere all’interno da cui il nome «tessuto doppio». Tale lavorazione prevedeva la soffiatura di un tessuto vitreo all’interno di un altro tessuto di differente colore secondo una tecnica che traeva spunto da soluzioni esecutive il cui uso era abbandonato da tempo. Un gioiello di piccolo vaso a sezione quadrata che per la complessità e per l’alto costo della lavorazione non entrò mai nella normale produzione. Il suo prototipo fu presentato alla VII Triennale di Milano e alla XXII Biennale di Venezia del 1940». Franco Vian, che ha frequentato a Murano le fornaci di Giuliano Tosi, Pino Signoretto, Claudio Tiozzo, ha realizzato questi “tessuti” vitrei ispirandosi ai prototipi scarpiani. Prossimi eventi: 22 novembre-7 dicembre: «Riflessi dal classico», mostra pittorica di Anna Maria Trevisan; 28 novembre, ore 20, «Memoriae Causa», proiezione del film di Riccardo De Cal. Fiorenza Conti

http://www.carloscarpa.vicenza.it/pdf/rassegnastampa/nuovave_20081117_pg44.pdf

LA SIGNORA LAURA PREGO ORTIZ CI HA LINKATI NEL SUO SITO DALLA FLORIDA:

http://prego.net/wine.htm

MENSILE "A TAVOLA" FEB 2007
Michela Cariolaro e Carlo Sitzia hanno fatto a un certo momento della loro vita una scelta: quella di “ritirarsi” in un angolo di tranquilla campagna veneta e di restituire a un‘antica dimora il fascino d‘altri tempi, con le camere da letto matrimoniali di grande atmosfera al piano nobile, abbellite dalle travi originali e dal pavimento in legno a riquadri, con mobili d‘epoca, tessuti raffinati e le finestre che regalano belle vedute sulla campagna.
href="http://www.palazzettoardi.com/download/ITALIA_A_TAVOLA_02.pdf">Scarica Dall‘ampio fienile sono state ricavate tre suite, ciascuna composta da una camera matrimoniale (o doppia) con bagno e da un luminoso soppalco che può essere considerato come salotto o come zona notte supplementare per due persone. 102 A TAVOLA m I due proprietari hanno voluto creare non solo ambienti di charme, tra antico e moderno, ma dotarli di ogni comfort (aria condizionata, frigobar, televisione, telefono e connessione internet).
Ma il vero orgoglio di Carlo sono i quattro ettari di terreno tenuti a orto, frutteto e vigna (un ettaro), con ampi spazi dedicati all‘allevamento all‘aperto di animali da cortile (polli, capponi, tacchinelle, faraone, anatre, oche e germani) e di maiali per la produzione d‘insaccati. Palazzetto Ardi nasce, infatti, come azienda agricola biologica certificata.
Tutti i prodotti della fattoria possono essere acquistati in azienda e nei mercatini biologici della provincia di Vicenza.
A fianco di tutta questa accurata ricerca (la fattoria produce, certificandola, oltre il 75 per cento della materia prima necessaria per la ristora- AGRITURISMO PALAZZETTO ARDI Via Ciron, 4 Gambellara (VI) Tel. 0444.440450 www.palazzettoardi.com , non possono mancare degli interessanti incontri enogastronomici cui contribuiscono le suggestioni d‘ambiente del Palazzetto e la cucina professionale gestita da Michela.
Questa è ispirata alla tradizione con fantasia: piatti ricchi ma leggeri, sapori autentici, accostamenti raffinati, il Risotto con i pissacani (tarassaco o dente di leone), le Tagliatelle con i bisi (piselli), le Uova con gli asparagi, l‘Insalata di cappone in canevera, l‘Anatra con le mostarde. Nella bella stagione, nulla è più piacevole del soffermarsi nel frutteto-giardino, all‘ombra fresca del portico.
Qui compare lo spirito informale dell‘osteria, ma con quel pizzico di raffinatezza che non guasta: moderni tavoli bianchi da degustazione con sedie rustiche, piatti e bicchieri d‘un tempo che fu.

IL MONDO DEL VINO NON È SOLO RICERCA ESASPERATA E OSTENTAZIONE DI CANTINE SUPER TECNOLOGICHE.
I PRODUTTORI SONO SPESSO ABITANTI DEL CONTADO CHE VIVONO LA CAMPAGNA IN MODO IMMEDIATO, SOFFRENDONE I DISAGI E GODENDONE I VANTAGGI. OGGI, COME SEMPRE. QUESTO MESE ANDIAMO A GAMBELLARA (VI) IN UN AGRITURISMO CHE PRODUCE VINO, INSACCATI E ALTRI PRODOTTI TUTTI BIOLOGICI.

Il vino buono del contadino che si abbina ai
formaggi e ai sottaceti più sfiziosi che accompagnano la polenta, ma anche le terrine di pâtè, le paste fresche, le insalate ricche di fiori e di erbe, i lessi leggeri di carni bianche.
E poi il vassoio dei dolci e dei biscotti del Recioto.

L‘agriturismo organizza anche serate enogastronomiche a tema con degustazioni di formaggi, di oli, di grappe e corsi per sommelier. Una vera chicca è stata la recente degustazione degli oli extravergini “en primeur” 2006, con l‘assaggio degli oli dei produttori che operano lungo la Pedemontana del Grappa (Diesel Farm, Due Santi di Zonta, Lorenzo Zonin, Cooperativa Monte Asolone e Cooperativa Pedemontana del Grappa). <br>
Ai primi freddi invernali, in luna calante, come tutti gli anni, è avvenuta la preparazione artigianale di salumi e insaccati tradizionali del territorio: cotechini (sgrugno, recia), bondola (lingua), cincionelle con le rape... un‘occasione unica per partecipare a un corso pratico di norcineria.
A TAVOLA : I VINI DELLA CASA
I vini aziendali qui non sono prodotti qualunque, tutt‘altro: “Entusiasmo“ della Doc Vicenza, nelle varietà Garganega (bianco) e Cabernet (rosso). Il primo è ottenuto da uva autoctona garganega vinificata in purezza, si presenta di colore giallo paglierino carico con un giusto equilibrio tra acidità e maturazione che, al momento del raccolto, da aromi netti e persistenti di fiori di acacia e di mandorla.
Il secondo, ottenuto dalla vinificazione di uve cabernet sauvignon, ha colore rosso rubino carico e brillante e offre piacevoli sentori di frutta rossa e matu-
Persistente al naso e sul palato, rimane a lungo in equilibrio bilanciato nella gradazione alcolica, non eccessiva.
È un vino da tutto pasto, ideale con carni, anche bianche e formaggi di media stagionatura.
COME SI ARRIVA:
Dalla A4 si esce a Montebello Vicentino, si svolta sulla statale 11 per San Bonifacio (verso ovest). Percorrendo qualche centinaia di metri si giunge a Torri di Confine (fra Vicenza e Verona) e lì si svolta a sinistra in una piccola strada che conduce a Fossacan.
Lì si trova Palazzetto Ardi, che è comunque ben indicato. NELLE FOTO: l‘agriturismo e azienda vinicola Palazzetto Ardi a Gambellara (VI).

http://www.palazzettoardi.com/download/ITALIA_A_TAVOLA_01.pdf

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Palazzetto Ardi - Via Ciron, 5 - Gambellara (VI) 36053 - Tel. +39 0444 440450 - Fax +39 0444 440450- posta@palazzettoardi.com

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